Scheletro umano: com’è fatto, ossa e funzioni

Scheletro umano: com’è fatto, quante ossa abbiamo e a cosa serve

Lo scheletro umano è la struttura che sostiene il nostro corpo, protegge gli organi interni e, insieme ai muscoli, ci permette di muoverci. In un adulto è normalmente formato da 206 ossa, collegate tra loro attraverso le articolazioni.

Ma lo scheletro è molto più di una semplice impalcatura. Le ossa sono strutture vive, attraversate da vasi sanguigni e capaci di rinnovarsi continuamente. Al loro interno si trova anche il midollo osseo, dove vengono prodotte le cellule del sangue.

E c’è un’altra curiosità: alla nascita abbiamo più ossa di quante ne avremo da adulti. Come mai? Per scoprirlo, cominciamo a conoscere più da vicino il nostro scheletro.

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Che cos’è lo scheletro umano?

Prova a immaginare il nostro corpo senza scheletro. Non potremmo stare in piedi, camminare e nemmeno mantenere la nostra forma. Insomma, saremmo una specie di budino. E nemmeno particolarmente elegante!

Per fortuna, abbiamo uno scheletro: una struttura solida che ci sostiene, ma che, grazie alle articolazioni, è anche capace di muoversi. Le ossa, infatti, non lavorano da sole. Collaborano con muscoli, tendini e legamenti formando l’apparato locomotore, un sistema straordinariamente coordinato che ci permette di fare di tutto: correre, saltare, ballare o semplicemente grattarci il naso.

E non lasciarti ingannare dal suo aspetto rigido: lo scheletro non è una struttura immutabile. Cresce insieme a noi, si adatta alle sollecitazioni e rinnova continuamente il proprio tessuto.

Ma sostenere il corpo e permetterci di muoverci è soltanto una parte del suo lavoro. Lo scheletro svolge anche altri compiti, alcuni davvero insospettabili.

Scopri lo scheletro umano nel video di Semplice Anatomia

E se fosse lo scheletro in persona a raccontarci come funziona?

Nel video Intervista allo scheletro, il nostro protagonista prende la parola e ci svela i segreti delle ossa, delle articolazioni e del movimento. Dopotutto, chi potrebbe conoscere lo scheletro meglio dello scheletro stesso?

E non è finita! Insieme a Red, il nostro simpatico globulo rosso, entreremo persino dentro un osso, per esplorare il tessuto osseo compatto, quello spugnoso e il midollo osseo.

Buona visione!

 

A cosa serve lo scheletro umano?

Lo scheletro ha un lavoro piuttosto ingrato: fa cose straordinarie senza ricevere mai un complimento. Nessuno si sveglia la mattina pensando: «Che meraviglia, anche oggi il mio cranio sta proteggendo il cervello!».

Eppure, mentre noi ci occupiamo di tutt’altro, le nostre ossa svolgono almeno cinque funzioni fondamentali.

1. Ci impedisce di diventare un budino

Abbiamo già immaginato che aspetto avremmo senza scheletro. Ma c’è una cosa ancora più interessante: le nostre ossa non devono soltanto sostenerci, devono farlo mentre ci muoviamo, cambiamo posizione e sfidiamo continuamente la forza di gravità.

La colonna vertebrale, il bacino e le ossa degli arti inferiori contribuiscono a distribuire il peso del corpo e a mantenerci in equilibrio.

Sembra facile, finché non proviamo a stare su una gamba sola con gli occhi chiusi.

2. Protegge ciò che non possiamo permetterci di danneggiare

Il cervello ha una consistenza morbida e delicata. Il cuore e i polmoni devono lavorare continuamente. Il midollo spinale trasmette informazioni essenziali tra il cervello e il resto del corpo.

Non proprio strutture da lasciare senza protezione.

Il cranio circonda il cervello, la gabbia toracica protegge cuore e polmoni e le vertebre formano il canale che ospita e protegge il midollo spinale.

La cosa interessante è che queste protezioni non sono tutte uguali: il cranio è una struttura molto rigida, mentre la gabbia toracica deve anche potersi muovere per accompagnare la respirazione.

3. Ci permette di fare molto più che camminare

Pensa a quando raccogli una moneta da terra. Le dita si piegano, il polso si orienta, il braccio si allunga. Tutto con una precisione che difficilmente riusciremmo a ottenere con un robot.

Eppure le ossa non si muovono da sole.

Sono i muscoli, contraendosi, a esercitare una forza sulle ossa attraverso i tendini. Le articolazioni consentono i movimenti tra un osso e l’altro.

Il risultato? Possiamo sollevare pesi, suonare il pianoforte o raccogliere quella minuscola moneta senza dover pensare a ogni singolo movimento.

4. Produce qualcosa che non assomiglia affatto a un osso

Se ti chiedessi dove vengono prodotti i globuli rossi, probabilmente non penseresti allo scheletro.

E invece è proprio all’interno di alcune ossa che si trova il midollo osseo rosso, il tessuto in cui nascono le cellule del sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine.

Mentre all’esterno le ossa ci sostengono, al loro interno contribuiscono a produrre cellule indispensabili per trasportare ossigeno, difenderci dalle infezioni e fermare le emorragie.

Non male per qualcosa che siamo abituati a considerare semplicemente duro e rigido.

5. Tiene da parte qualcosa per i momenti di bisogno

Le ossa sono anche la principale riserva di calcio del nostro organismo e contengono grandi quantità di fosforo.

Il calcio non serve soltanto a mantenere le ossa resistenti: è indispensabile anche per la contrazione dei muscoli, la trasmissione degli impulsi nervosi e molti altri processi.

Per questo il nostro corpo regola continuamente la quantità di calcio presente nel sangue, anche attraverso scambi con il tessuto osseo.

Lo scheletro, insomma, non è una struttura costruita una volta per tutte. È una parte attiva del nostro organismo, che cambia e partecipa al suo funzionamento ogni giorno.

Quante ossa ha il corpo umano?

Lo scheletro di una persona adulta è normalmente composto da 206 ossa.

Questo numero non è identico per tutti: possono esistere piccole variazioni anatomiche individuali.

Alla nascita, inoltre, sono presenti più elementi scheletrici separati rispetto all’età adulta. Durante la crescita, alcuni si fondono progressivamente.

Le ossa del nostro corpo hanno dimensioni e forme molto differenti, ma lavorano insieme come parti di un unico sistema.

Come si divide lo scheletro umano?

206 ossa possono sembrare un bel rompicapo. Per fortuna, il nostro scheletro è organizzato con una certa logica. Anche quando un cane decide di portarsene via un pezzo!

Per cominciare, possiamo distinguere quattro grandi regioni anatomiche: testa, tronco, arti superiori e arti inferiori.

Illustrazione delle quattro regioni dello scheletro umano: testa, tronco, arti superiori e inferiori, con uno scheletro che insegue un cane.
Le quattro regioni dello scheletro umano: testa, tronco, arti superiori e arti inferiori. Attenzione però: gli arti superiori sembrano piacere molto anche al mio cane Nina!

Ma gli anatomisti utilizzano anche una suddivisione più precisa, che distingue lo scheletro in due grandi gruppi.

Scheletro assile: il centro di tutto

Comprende le ossa della testa, la colonna vertebrale e la gabbia toracica. È la parte centrale del nostro scheletro, quella che contribuisce a sostenere il corpo e a proteggere alcuni degli organi più importanti.

Nell’adulto conta normalmente 80 ossa.

Scheletro appendicolare: pronti a muoversi!

Comprende le ossa degli arti superiori e inferiori e quelle dei cingoli scapolare e pelvico, che li collegano allo scheletro assile.

Conta normalmente 126 ossa e ci permette di interagire con ciò che ci circonda: camminare, correre, afferrare oggetti e compiere movimenti di ogni genere.

80 + 126 = 206 ossa. Ecco come si organizza il nostro scheletro. A patto, naturalmente, che Nina restituisca il braccio!

Illustrazione dello scheletro umano con ossa dello scheletro assile in azzurro e dello scheletro appendicolare in giallo.
Lo scheletro umano si divide in due grandi gruppi: lo **scheletro assile** (azzurro), formato da 80 ossa, e lo **scheletro appendicolare** (giallo), formato da 126 ossa.

Qual è l’osso più lungo e quale il più piccolo del corpo umano?

Se mettessimo tutte le ossa del nostro corpo in fila, dalla più grande alla più piccola, agli estremi troveremmo due protagonisti molto diversi.

Da una parte il femore, l’osso più lungo e robusto del corpo umano. Si trova nella coscia e, in un adulto, può superare i 40 centimetri di lunghezza. Sostiene una parte importante del nostro peso e ci aiuta a camminare, correre e saltare.

All’estremo opposto c’è la staffa, un minuscolo osso nascosto nell’orecchio medio. Misura appena 3 millimetri circa, più o meno quanto un chicco di riso molto piccolo. Eppure svolge un compito fondamentale: trasmette le vibrazioni sonore verso l’orecchio interno, contribuendo a farci sentire i suoni.

Un osso ci aiuta a fare passi da gigante, l’altro ci permette di ascoltare anche i suoni più delicati.

Confronto tra il femore, l'osso più lungo del corpo umano (40–45 cm circa), e la staffa, il più piccolo (circa 3 mm), mostrata su un polpastrello accanto a un chicco di riso.
Il femore può superare i 40 centimetri. La staffa misura circa 3 millimetri. Nello scheletro, le dimensioni non sono tutto!

Morale? Nello scheletro le dimensioni non dicono tutto sull’importanza di un osso.

Quali sono i principali tipi di ossa?

Lunghe, corte, piatte, irregolari… le ossa del nostro corpo sembrano uscite da una collezione piuttosto fantasiosa. Ma non è una questione di estetica: la forma di un osso è strettamente legata al lavoro che deve svolgere.

Vediamo le principali categorie.

Illustrazione dei cinque tipi di ossa del corpo umano: lunghe, corte, piatte, irregolari e sesamoidi, con esempi anatomici.
Cinque tipi di ossa, cinque forme diverse. Perché nello scheletro, come nella vita, non siamo tutti fatti con lo stampino!

Ossa lunghe: specialiste del movimento

Il femore e l’omero sono due esempi di ossa lunghe. Si trovano rispettivamente nella coscia e nel braccio e hanno una caratteristica comune: sono molto più lunghe che larghe.

La loro forma permette di funzionare come leve, sulle quali agiscono i muscoli per produrre movimento.

E attenzione: un osso lungo non deve necessariamente essere grande. Anche le minuscole falangi delle dita appartengono a questa categoria!

Ossa corte: piccole, ma ben organizzate

Nel polso si trovano otto piccole ossa, le ossa del carpo, disposte una accanto all’altra come i pezzi di un puzzle.

Hanno dimensioni abbastanza simili nelle tre direzioni e, lavorando insieme, contribuiscono a rendere il polso stabile e mobile allo stesso tempo.

Un bel risultato per otto ossicini che, da soli, non sembrano particolarmente impressionanti.

Ossa piatte: sottili, ma resistenti

Chi ha detto che per essere resistenti bisogna essere spessi?

Le ossa piatte hanno una superficie ampia e uno spessore relativamente ridotto. Alcune, come le ossa della volta cranica, formano una protezione resistente intorno al cervello.

Altre, come la scapola, offrono ampie superfici alle quali possono attaccarsi i muscoli.

Insomma, essere piatti può avere i suoi vantaggi!

E le ossa che non rispettano le regole?

Naturalmente, non tutte le ossa si lasciano classificare così facilmente.

Le ossa irregolari, come le vertebre, hanno forme complesse, adatte a svolgere funzioni diverse.

Le ossa sesamoidi, invece, si sviluppano all’interno di alcuni tendini. La più grande è la rotula, che contribuisce a migliorare l’efficacia del muscolo quadricipite nell’estensione del ginocchio.

Dalle lunghe leve degli arti alle piccole ossa del polso, fino alle strutture che proteggono il cervello, ogni forma ha una sua ragione d’essere.

Nello scheletro, la forma non è un dettaglio: è parte della funzione.

Come funzionano le articolazioni?

Immagina di avere le ossa perfettamente funzionanti, ma nessuna articolazione. Potresti stare in piedi, forse, ma per grattarti il naso dovresti inventarti qualcosa di davvero ingegnoso!

Le articolazioni sono i punti in cui due o più ossa entrano in rapporto. Alcune permettono grandi movimenti, altre soltanto piccoli spostamenti e altre ancora, come le suture del cranio, sono praticamente immobili.

Perché tanta varietà? Perché non tutte le parti del corpo hanno bisogno della stessa libertà di movimento.

Vediamo tre esempi.

Illustrazione delle articolazioni del corpo umano: il ginocchio si piega e si distende, l'anca si muove in più direzioni e il collo permette di ruotare la testa.
Tre articolazioni, tre modi diversi di muoversi. Lo scheletro pensa al gelato, Nina invece ha già scelto il suo osso preferito!

Il ginocchio: una cerniera, ma con qualche trucco

Piegare, distendere. Piegare, distendere. Il ginocchio lavora soprattutto così, un po’ come la cerniera di una porta.

Ma è una cerniera decisamente sofisticata: quando è piegato, permette anche piccoli movimenti di rotazione.

Senza questa articolazione, camminare, correre o semplicemente sederci su una sedia diventerebbe un’impresa.

L’anca: una sfera che ama muoversi

La testa del femore è quasi sferica e si inserisce in una cavità del bacino chiamata acetabolo.

Il risultato? Un’articolazione capace di muoversi in molte direzioni: avanti, indietro, lateralmente e persino ruotare.

È grazie anche a questa libertà che possiamo ballare, accavallare le gambe o tentare qualche improbabile passo di danza.

Il collo: quando la testa dice NO

Prova a girare la testa da una parte all’altra, come quando vuoi dire «no».

Una parte importante di questo movimento avviene tra le prime due vertebre cervicali, atlante ed epistrofeo.

Qui troviamo un’articolazione a perno: una struttura ossea ruota rispetto all’altra, permettendoci di voltare la testa.

E per dire «sì»? Entrano in gioco soprattutto altre articolazioni, in particolare quella tra il cranio e l’atlante.

Cerniere, sfere e perni: nello scheletro ogni articolazione ha il suo modo di muoversi. E per fortuna, perché una testa che gira come una spalla sarebbe piuttosto inquietante!

Come sono fatte le ossa al loro interno?

Se potessimo tagliare un osso a metà, che cosa troveremmo? Una massa dura e compatta, come un sasso?

Niente affatto! Le ossa sono molto più ingegnose di quanto sembrino. Al loro interno nascondono strutture diverse, organizzate per resistere alle sollecitazioni senza pesare troppo.

Scopriamole.

Illustrazione in sezione di un osso lungo con tessuto osseo compatto, osso spugnoso e midollo osseo rosso, da cui emergono personaggi che rappresentano le cellule del sangue.
Chi l’avrebbe detto? Sotto quella scorza dura, le nostre ossa nascondono un mondo pieno di vita.

Osso compatto: una corazza resistente

La parte esterna delle ossa è formata prevalentemente da tessuto osseo compatto, detto anche corticale.

È denso, duro e resistente. Una vera corazza, capace di sopportare le forze che agiscono sul nostro scheletro ogni volta che camminiamo, corriamo o saltiamo.

Ma se tutto l’osso fosse costruito così, sarebbe decisamente più pesante. Ed è qui che entra in scena un’altra struttura.

Osso spugnoso: leggero, ma tutt’altro che fragile

Non lasciarti ingannare dal nome: l’osso spugnoso non è morbido come la spugna che usiamo per lavarci!

È formato da una rete di sottili strutture rigide, chiamate trabecole ossee, che si intrecciano creando tanti piccoli spazi.

Questa architettura permette di distribuire le forze e resistere alle sollecitazioni, senza appesantire inutilmente lo scheletro.

E tra le trabecole? Non c’è semplicemente il vuoto. Troviamo il midollo osseo.

Osso compatto e osso spugnoso sono fatti dello stesso tessuto. È il modo in cui è organizzato a renderli così diversi.

Che cos’è il midollo osseo e a cosa serve?

Eccoci arrivati in uno dei luoghi più sorprendenti del nostro corpo.

All’interno delle ossa si trova il midollo osseo, un tessuto che può essere rosso oppure giallo.

Il midollo giallo è ricco di cellule adipose e costituisce un’importante riserva di grassi.

Il midollo rosso, invece, ospita una vera e propria fabbrica. E indovina che cosa produce?

Il nostro sangue! O meglio, le cellule che lo compongono.

Questo processo si chiama ematopoiesi e, nell’adulto, avviene soprattutto nel midollo rosso di ossa come vertebre, coste, sterno e ossa del bacino, oltre che nelle estremità superiori di femore e omero.

Una fabbrica che non chiude mai

Nel midollo osseo rosso si trovano speciali cellule staminali, dalle quali hanno origine le diverse cellule del sangue.

Ecco chi esce da questa fabbrica:

Globuli rossi: i trasportatori di ossigeno

Grazie all’emoglobina raccolgono l’ossigeno nei polmoni e lo trasportano ai tessuti. Il nostro amico Red conosce molto bene questo mestiere!

Globuli bianchi: la squadra di difesa

Sono i protagonisti del sistema immunitario. Riconoscono e combattono molti degli agenti patogeni che possono minacciare il nostro organismo.

Piastrine: pronte a intervenire

Sono piccoli frammenti cellulari che aiutano a fermare le perdite di sangue quando un vaso sanguigno viene danneggiato. Una specie di squadra di pronto intervento.

Quanto lavora questa fabbrica?

Moltissimo.

Pensa che un globulo rosso vive mediamente circa 120 giorni. Poi viene rimosso dalla circolazione e sostituito da nuove cellule.

E non parliamo di qualche globulo rosso ogni tanto: il nostro midollo osseo ne produce normalmente circa due milioni al secondo!

Sì, hai letto bene. Al secondo.

Mentre leggi queste righe, dentro le tue ossa stanno nascendo milioni di nuove cellule del sangue.

E pensare che, viste da fuori, sembravano soltanto pezzi duri e immobili del nostro scheletro!

Lo scheletro umano: altro che ossa morte!

Siamo partiti immaginando un corpo senza scheletro, ridotto a una specie di budino. E abbiamo scoperto che quelle 206 ossa fanno molto più che tenerci in piedi.

Si muovono con noi, proteggono i nostri organi, si rinnovano e nascondono al loro interno un’attività sorprendente.

Insomma, le ossa sono vive. Molto più vive di quanto il loro aspetto lasci immaginare.

La prossima volta che vedrai uno scheletro, magari ad Halloween, guardalo con un po’ più di rispetto.

Quello vero, dentro di te, sta lavorando anche adesso.

E senza di lui, torneremmo tutti a essere budini!

 

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